Pubblicazioni

21Lug 2017

Il numero di luglio/ agosto di Retail & Food riporta un articolo di Alessandro Barzaghi dal titolo “Intelligenza giuridica artificiale: fine dei legali?” in cui vengono valutati i pro e i contro della cosiddetta intelligenza artificiale applicata ai servizi legali.

Se da una parte si presume che le aziende potranno utilizzare direttamente i nuovi software per ottenere delle risposte (con risparmio di tempi e costi) o a supporto nella stesura di contratti, dall’altra è evidente che queste nuove tecnologie non potranno sostituire la figura del legale che potrà e dovrà sempre più utilizzarle a supporto della propria professione, ma al solo fine di ottimizzare i servizi resi ai propri clienti.

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

21Lug 2017

Telex ANIE di giugno 2017 ha pubblicato un articolo dell’avvocato Domenica Cotroneo dal titolo “Agenzia: minimi di fatturato e clausola risolutiva espressa”.

L’imposizione dei minimi di fatturato e la possibilità del committente di azionare la clausola risolutiva espressa in caso di mancato raggiungimento dei risultati prefissati da parte dell’agente è un tema di grande interesse, che forma l’oggetto di pronunce giurisprudenziali contrastanti, in assenza di una normativa specifica.

In questo articolo l’Avv. Cotroneo illustra i vari orientamenti sul tema e fornisce qualche suggerimento pratico per la redazione delle clausole contrattuali.

Domenica Cotroneo in Telex ANIE – Leggi l’articolo completo

18Lug 2017

Nel numero di giugno della rivista Retail & Food è stato pubblicato un articolo di Giulia Comparini dal titolo: “Doppia indennità di avviamento al conduttore uscente: la Cassazione torna alle tabelle merceologiche!”.

L’articolo illustra una recente sentenza della Cassazione, che si è pronunciata nel senso di riconoscere al conduttore il diritto alla doppia indennità di avviamento (pari a 36 mensilità dell’ultimo canone di locazione) per aver concesso il locatore, lo stesso immobile in locazione ad altra azienda operante nel medesimo settore (abbigliamento) del conduttore uscente, entro un anno dalla sua liberazione.

Per condannare il locatore al pagamento al conduttore uscente della doppia indennità di avviamento, la Corte di Cassazione ha applicato le tabelle merceologiche, sostenendo che –  nonostante siano state abrogate del Decreto Bersani – esse sono ancora applicabili per via del “rinvio materiale” alle tabelle stesse contenuto nell’articolo 34 secondo comma della legge equo canone.

Giulia Comparini in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

23Giu 2017

L’avvocato Barzaghi illustra e commenta due recenti sentenze della Cassazione, entrambe rafforzative della tutela del conduttore. La prima, in tema di indennità per perdita di avviamento, vede riconosciuta tale indennità in favore del conduttore di alcuni locali siti in un centro commerciale, sul presupposto che – diversamente da quanto finora generalmente prospettato e riconosciuto – l’avviamento da valorizzare sia proprio del singolo esercente  e non sia quello generato dal centro stesso, considerato nella sua inscindibile unità e capacità attrattiva della clientela.

La seconda sentenza in commento è relativa al recesso per gravi motivi del conduttore. La Cassazione – pronunciandosi in maniera non conforme al proprio orientamento, notoriamente restrittivo sull’interpretazione di cosa configuri un grave motivo di recesso  – ha ritenuto valido il recesso comunicato da un conduttore – titolare di una catena di supermercati – giustificato dalla crisi economica che aveva colpito non l’intera sua azienda, ma il solo punto vendita che il conduttore riteneva di dover cessare.

Alessandro Barzaghi in Focus QI – Leggi l’articolo completo 

05Giu 2017

La rubrica legale di maggio 2017 di Retail & Food è dedicata ad un articolo dell’avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo: “Indennità ai monomarca”.

L’articolo commenta la sentenza n. 7093 della Cassazione, pubblicata nel marzo scorso, per mezzo della quale i Giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto come dovuta al conduttore di una attività “monomarca” l’indennità per perdita di avviamento.

Nel caso di specie, l’indennità è stata riconosciuta in favore di un conduttore che esercitava nei locali l’attività di assistenza e riparazioni auto, ed è stato riconosciuto – per tale attività – il requisito previsto dalla legge equo canone del “contatto diretto con il pubblico degli utenti e consumatori”, nonostante l’officina “monomarca” possa intendersi come attività rivolta ad una clientela limitata nel numero.

Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità, infatti,  la Suprema Corte ha ritenuto irrilevante l’entità numerica dei clienti raggiunta dall’attività o il mancato reperimento di clientela sulla pubblica via antistante.

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

31Mag 2017

La rubrica legale di Retail & Food di aprile pubblica un articolo dell’avvocato Giulia Comparini dal titolo “Recente orientamento della Cassazione in materia di recesso per gravi motivi dal contratto di locazione”.

L’articolo analizza i principali orientamenti che la giurisprudenza ha espresso negli anni in merito all’interpretazione dei gravi motivi di recesso e si sofferma poi sull’ultimo di tali orientamenti, riportato in due sentenze di legittimità: Cass. n. 7217/2014 e n. 14365/2016.

Posto che anche questo orientamento più recente presuppone che i gravi motivi siano rappresentati da fattori esterni oggettivamente imprevedibili alla data di stipula del contratto, le sopra citate sentenze propendono per un’applicazione dei criteri interpretativi dei gravi motivi in senso più favorevole ai conduttori e quindi ai retailers.

La ricorrenza dei gravi motivi che giustificano il recesso viene infatti valutata e verificata in relazione allo specifico contratto di locazione per cui viene esercitato il recesso ed ai risultati economici conseguiti dalla specifica attività ivi esercitata dal conduttore.

Il precedente orientamento prevedeva invece che i gravi motivi fossero indagati in relazione all’andamento economico complessivo dell’impresa del conduttore e quindi di tutti gli esercizi commerciali di quest’ultimo.

Giulia Comparini in Retail & Food – Leggi l’articolo

 

 

20Apr 2017

La rivista mensile Telex ANIE di marzo pubblica un articolo dell’avvocato Marialaura Frittella dal titolo “Punitive Damages: rischi e cautele quando si opera negli USA”.

L’articolo commenta una recente ordinanza (9978/2016) della Cassazione con cui è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa alla non riconoscibilità in Italia – per contrarietà all’ordine pubblico – di una sentenza straniera di condanna ai danni punitivi.

Finora, tale tipo di sentenza è sempre stata di fatto respinta dall’ordinamento italiano che non riconosce i danni punitivi, e che da sempre riconosce il risarcimento del danno come avente la sola funzione riparatoria-compensativa e non sanzionatoria-deterrente.

L’ordinanza in esame sembra tuttavia mettere in discussione questa consolidata interpretazione, offrendo uno spiraglio alle fattispecie di responsabilità di tipo punitivo, seppur entro il limite – ribadito nell’ordinanza – del rispetto del principio di proporzionalità, da valutare tenendo conto delle circostanze del caso concreto.

Marialaura Frittella in Telex ANIE – Leggi l’articolo

 

14Mar 2017

La rubrica legale di Retail & Food di marzo ospita un articolo dell’Avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo “L’indennità per la perdita di avviamento per attività interne alle gallerie commerciali. Una sentenza che farà discutere”

L’articolo commenta un’interessante quanto sorprendente sentenza della Cassazione Civile (n. 18748 del 23 settembre 2016), la quale – ribaltando precedenti orientamenti giurisprudenziali  –  stabilisce che può essere dovuta al conduttore l’indennità per perdita di avviamento al termine della locazione anche nel caso in cui si tratti di attività svolte all’interno di centri commerciali.

La Cassazione stabilisce ciò in ragione del fatto che l’attività commerciale del conduttore genererebbe un proprio avviamento, che non è distinguibile, ma concorre, in ogni caso, a formare l’avviamento dell’intero centro commerciale ed è per ciò degno di tutela, come previsto dall’articolo 34 della legge equo canone.

Come emerge dall’articolo dell’avvocato Barzaghi – al quale rimandiamo – il percorso logico-giuridico che porta la Cassazione a tale conclusione non è impeccabile.

Tuttavia, l’effetto della sentenza in commento è potenzialmente dirompente nel momento in cui i centri commerciali dovranno confrontarsi con conseguenze finanziarie ed economiche di non poco conto, derivanti dalla possibile applicazione nei loro confronti della seguente affermazione della Corte : “i centri commerciali assumono una funzione attrattiva di clientela che costituisce – a ben vedere – il risultato del richiamo operato dalle singole attività che vi hanno sede, in una sorta di sinergia reciproca” e “ in una situazione siffatta non è – di norma – possibile distinguere un avviamento “proprio” del centro che non sia anche “proprio” di ciascuna attività in esso svolta […], dal che consegue che anche in relazione ai contratti di locazione relativi ad immobili interni o complementari ai centri commerciali deve essere riconosciuta l’indennità per la perdita di avviamento commerciale laddove ricorrano le condizioni di cui alla L. n. 392 del 1978 art. 34”

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

15Feb 2017

La sezione Focus QI Digital della rivista online Il Quotidiano Immobiliare presenta “H1 2017”, la previsione semestrale sull’andamento del mercato immobiliare in cui vengono raccolti commenti e previsioni di mercato dei più importanti manager e operatori italiani nel campo dell’immobiliare residenziale e retail.

Tra le analisi che quest’anno compongono la pubblicazione, compare un articolo dell’avvocato Claudio Cocuzza che presenta i risultati di Retail Trends 2016, il consueto report annuale dello Studio Cocuzza & Associati che si occupa di monitorare il mercato del retail in Italia con un focus, per il 2016, anche sul mercato UK.

Nell’articolo, intitolato “Il Retail butta alle spalle il lungo periodo di flessione”, l’avvocato Cocuzza tira le somme dell’anno appena trascorso, che ha visto il settore retail italiano uscire dalla lunga crisi che lo aveva caratterizzato negli ultimi anni, con risultati positivi ed interessanti che riguardano – seppur in zone circoscritte d’Italia – tutte le formule del commercio al dettaglio: dai negozi nelle “High Streets” delle città ai Centri Commerciali, dai Retail Park alla GDO.

Fugato il timore che l’e-commerce possa sostituire il negozio fisico tradizionale – e sembrando sempre più chiaro che le nuove tecnologie costituiscono al contrario un interessante strumento e un valido alleato delle forme più tipiche del commercio – per il resto non risulta facile formulare una previsione per il 2017.

La sfida che si pone per tutti gli operatori in questo nuovo anno, è far sì che il mercato del retail non arretri e anzi prosegua nella sua crescita, nonostante l’Italia proceda con estrema fatica nell’implementare riforme che siano in grado di rilanciare l’economia e sostenere così la promozione di nuove iniziative da parte degli investitori.

Claudio Cocuzza in Focus QI Digital de Il Quotidiano ImmobiliareLeggi l’articolo completo

15Feb 2017

Nella Rubrica Legale di Retail & Food di gennaio/ febbraio 2017 è stato pubblicato un articolo dell’avvocato Patrizio Cataldo dal titolo “La responsabilità del conduttore che cede l’azienda per i debiti del nuovo conduttore subentrante”.

L’avvocato Cataldo commenta un’ordinanza della Corte di Cassazione (n. 23111/2015) in materia di cessione del contratto di locazione realizzatasi nell’ambito della cessione del ramo di azienda.

La Cassazione ha stabilito che il conduttore cedente è responsabile nei confronti del locatore ceduto in caso di mancato pagamento del canone da parte del nuovo conduttore cessionario/ subentrante nella locazione e ciò anche nel caso in cui la morosità di quest’ultimo sia relativa alle successive rinnovazioni del contratto di locazione.

Quanto statuito dalla Corte costituisce conferma e chiarimento del principio codicistico della responsabilità nella cessione dei contratti: l’ordinanza pone tuttavia l’accento sul principio per cui la responsabilità del cedente vale anche per i successivi rinnovi del contratto di locazione. Anche a distanza di 15 anni dalla cessione del ramo di azienda, dunque, il cedente, può essere chiamato dal locatore a rispondere per la morosità del cessionario sul contratto di locazione rinnovato, sul presupposto che la rinnovazione della locazione non comporta la nascita di un nuovo contratto, ma la prosecuzione del precedente.

In conclusione, l’ordinanza in commento riafferma la necessità di porre particolare cura e attenzione nella negoziazione e redazione delle clausole dei contratti di cessione di ramo di azienda e specie per quelle attinenti alla responsabilità del cedente verso terzi che, in casi come quello in esame, può trovare applicazione anche molto tempo dopo la stipula del contratto stesso.

Patrizio Cataldo in Retail & FoodLeggi l’articolo completo 

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