Pubblicazioni

15Set 2017

camionLe bolle di consegna sono state spesso considerate “burocrazia” o documenti che attengono solamente al rapporto tra colui che spedisce ed il trasportatore.

Per tale ragione, raramente le bolle di consegna vengono adeguatamente raccolte e conservate dalle società. Rimane il retro-pensiero che in caso di necessità le bolle di consegna possono sempre essere chieste ai trasportatori. Ma i trasportatori, dopo un anno dalla consegna, spesso si disfano delle bolle di consegna, non ritenendole più utili in quanto i diritti derivanti dal contratto di trasporto si prescrivono in un anno ai sensi dell’art. 2951 c.c.

Leggi l’articolo completo di Roberto Tirone 

28Lug 2017

Nell’ultimo numero del Focus QI, Claudio Cocuzza ha pubblicato un articolo dal titolo: “Il retail italiano parla sempre più inglese”, un glossario dove vengono commentate parole che sono diventate d’uso comune nel mondo retail. Qualche esempio?  instant payments, la nuova frontiera in materia di pagamenti elettronici; blockchain, un protocollo di tracciabilità delle transazioni; food, che gioca un ruolo chiave nei nuovi concept dei retail stores; privacy,  con il nuovo regolamento europeo sui data protection;  turnover rent e  value dilemma: un nuovo criterio per stabilire il valore di un negozio tramite il flusso di visite?

Questo mini glossario farà parte della pubblicazione Retail Trends 2017, la ricerca sul “sentiment” degli operatori del retail di Cocuzza & Associati Studio Legale  che, giunta ormai al quarto anno, verrà presentata il prossimo 25 ottobre.

Claudio Cocuzza in Focus QI n° 38 – Leggi l’articolo 

21Lug 2017

Il numero di luglio/ agosto di Retail & Food riporta un articolo di Alessandro Barzaghi dal titolo “Intelligenza giuridica artificiale: fine dei legali?” in cui vengono valutati i pro e i contro della cosiddetta intelligenza artificiale applicata ai servizi legali.

Se da una parte si presume che le aziende potranno utilizzare direttamente i nuovi software per ottenere delle risposte (con risparmio di tempi e costi) o a supporto nella stesura di contratti, dall’altra è evidente che queste nuove tecnologie non potranno sostituire la figura del legale che potrà e dovrà sempre più utilizzarle a supporto della propria professione, ma al solo fine di ottimizzare i servizi resi ai propri clienti.

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

21Lug 2017

Telex ANIE di giugno 2017 ha pubblicato un articolo dell’avvocato Domenica Cotroneo dal titolo “Agenzia: minimi di fatturato e clausola risolutiva espressa”.

L’imposizione dei minimi di fatturato e la possibilità del committente di azionare la clausola risolutiva espressa in caso di mancato raggiungimento dei risultati prefissati da parte dell’agente è un tema di grande interesse, che forma l’oggetto di pronunce giurisprudenziali contrastanti, in assenza di una normativa specifica.

In questo articolo l’Avv. Cotroneo illustra i vari orientamenti sul tema e fornisce qualche suggerimento pratico per la redazione delle clausole contrattuali.

Domenica Cotroneo in Telex ANIE – Leggi l’articolo completo

18Lug 2017

Nel numero di giugno della rivista Retail & Food è stato pubblicato un articolo di Giulia Comparini dal titolo: “Doppia indennità di avviamento al conduttore uscente: la Cassazione torna alle tabelle merceologiche!”.

L’articolo illustra una recente sentenza della Cassazione, che si è pronunciata nel senso di riconoscere al conduttore il diritto alla doppia indennità di avviamento (pari a 36 mensilità dell’ultimo canone di locazione) per aver concesso il locatore, lo stesso immobile in locazione ad altra azienda operante nel medesimo settore (abbigliamento) del conduttore uscente, entro un anno dalla sua liberazione.

Per condannare il locatore al pagamento al conduttore uscente della doppia indennità di avviamento, la Corte di Cassazione ha applicato le tabelle merceologiche, sostenendo che –  nonostante siano state abrogate del Decreto Bersani – esse sono ancora applicabili per via del “rinvio materiale” alle tabelle stesse contenuto nell’articolo 34 secondo comma della legge equo canone.

Giulia Comparini in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

23Giu 2017

L’avvocato Barzaghi illustra e commenta due recenti sentenze della Cassazione, entrambe rafforzative della tutela del conduttore. La prima, in tema di indennità per perdita di avviamento, vede riconosciuta tale indennità in favore del conduttore di alcuni locali siti in un centro commerciale, sul presupposto che – diversamente da quanto finora generalmente prospettato e riconosciuto – l’avviamento da valorizzare sia proprio del singolo esercente  e non sia quello generato dal centro stesso, considerato nella sua inscindibile unità e capacità attrattiva della clientela.

La seconda sentenza in commento è relativa al recesso per gravi motivi del conduttore. La Cassazione – pronunciandosi in maniera non conforme al proprio orientamento, notoriamente restrittivo sull’interpretazione di cosa configuri un grave motivo di recesso  – ha ritenuto valido il recesso comunicato da un conduttore – titolare di una catena di supermercati – giustificato dalla crisi economica che aveva colpito non l’intera sua azienda, ma il solo punto vendita che il conduttore riteneva di dover cessare.

Alessandro Barzaghi in Focus QI – Leggi l’articolo completo 

05Giu 2017

La rubrica legale di maggio 2017 di Retail & Food è dedicata ad un articolo dell’avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo: “Indennità ai monomarca”.

L’articolo commenta la sentenza n. 7093 della Cassazione, pubblicata nel marzo scorso, per mezzo della quale i Giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto come dovuta al conduttore di una attività “monomarca” l’indennità per perdita di avviamento.

Nel caso di specie, l’indennità è stata riconosciuta in favore di un conduttore che esercitava nei locali l’attività di assistenza e riparazioni auto, ed è stato riconosciuto – per tale attività – il requisito previsto dalla legge equo canone del “contatto diretto con il pubblico degli utenti e consumatori”, nonostante l’officina “monomarca” possa intendersi come attività rivolta ad una clientela limitata nel numero.

Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità, infatti,  la Suprema Corte ha ritenuto irrilevante l’entità numerica dei clienti raggiunta dall’attività o il mancato reperimento di clientela sulla pubblica via antistante.

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

31Mag 2017

La rubrica legale di Retail & Food di aprile pubblica un articolo dell’avvocato Giulia Comparini dal titolo “Recente orientamento della Cassazione in materia di recesso per gravi motivi dal contratto di locazione”.

L’articolo analizza i principali orientamenti che la giurisprudenza ha espresso negli anni in merito all’interpretazione dei gravi motivi di recesso e si sofferma poi sull’ultimo di tali orientamenti, riportato in due sentenze di legittimità: Cass. n. 7217/2014 e n. 14365/2016.

Posto che anche questo orientamento più recente presuppone che i gravi motivi siano rappresentati da fattori esterni oggettivamente imprevedibili alla data di stipula del contratto, le sopra citate sentenze propendono per un’applicazione dei criteri interpretativi dei gravi motivi in senso più favorevole ai conduttori e quindi ai retailers.

La ricorrenza dei gravi motivi che giustificano il recesso viene infatti valutata e verificata in relazione allo specifico contratto di locazione per cui viene esercitato il recesso ed ai risultati economici conseguiti dalla specifica attività ivi esercitata dal conduttore.

Il precedente orientamento prevedeva invece che i gravi motivi fossero indagati in relazione all’andamento economico complessivo dell’impresa del conduttore e quindi di tutti gli esercizi commerciali di quest’ultimo.

Giulia Comparini in Retail & Food – Leggi l’articolo

 

 

20Apr 2017

La rivista mensile Telex ANIE di marzo pubblica un articolo dell’avvocato Marialaura Frittella dal titolo “Punitive Damages: rischi e cautele quando si opera negli USA”.

L’articolo commenta una recente ordinanza (9978/2016) della Cassazione con cui è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa alla non riconoscibilità in Italia – per contrarietà all’ordine pubblico – di una sentenza straniera di condanna ai danni punitivi.

Finora, tale tipo di sentenza è sempre stata di fatto respinta dall’ordinamento italiano che non riconosce i danni punitivi, e che da sempre riconosce il risarcimento del danno come avente la sola funzione riparatoria-compensativa e non sanzionatoria-deterrente.

L’ordinanza in esame sembra tuttavia mettere in discussione questa consolidata interpretazione, offrendo uno spiraglio alle fattispecie di responsabilità di tipo punitivo, seppur entro il limite – ribadito nell’ordinanza – del rispetto del principio di proporzionalità, da valutare tenendo conto delle circostanze del caso concreto.

Marialaura Frittella in Telex ANIE – Leggi l’articolo

 

14Mar 2017

La rubrica legale di Retail & Food di marzo ospita un articolo dell’Avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo “L’indennità per la perdita di avviamento per attività interne alle gallerie commerciali. Una sentenza che farà discutere”

L’articolo commenta un’interessante quanto sorprendente sentenza della Cassazione Civile (n. 18748 del 23 settembre 2016), la quale – ribaltando precedenti orientamenti giurisprudenziali  –  stabilisce che può essere dovuta al conduttore l’indennità per perdita di avviamento al termine della locazione anche nel caso in cui si tratti di attività svolte all’interno di centri commerciali.

La Cassazione stabilisce ciò in ragione del fatto che l’attività commerciale del conduttore genererebbe un proprio avviamento, che non è distinguibile, ma concorre, in ogni caso, a formare l’avviamento dell’intero centro commerciale ed è per ciò degno di tutela, come previsto dall’articolo 34 della legge equo canone.

Come emerge dall’articolo dell’avvocato Barzaghi – al quale rimandiamo – il percorso logico-giuridico che porta la Cassazione a tale conclusione non è impeccabile.

Tuttavia, l’effetto della sentenza in commento è potenzialmente dirompente nel momento in cui i centri commerciali dovranno confrontarsi con conseguenze finanziarie ed economiche di non poco conto, derivanti dalla possibile applicazione nei loro confronti della seguente affermazione della Corte : “i centri commerciali assumono una funzione attrattiva di clientela che costituisce – a ben vedere – il risultato del richiamo operato dalle singole attività che vi hanno sede, in una sorta di sinergia reciproca” e “ in una situazione siffatta non è – di norma – possibile distinguere un avviamento “proprio” del centro che non sia anche “proprio” di ciascuna attività in esso svolta […], dal che consegue che anche in relazione ai contratti di locazione relativi ad immobili interni o complementari ai centri commerciali deve essere riconosciuta l’indennità per la perdita di avviamento commerciale laddove ricorrano le condizioni di cui alla L. n. 392 del 1978 art. 34”

Alessandro Barzaghi in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

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