Rassegna stampa

25Lug 2017

Gli Avvocati Alessandro Barzaghi e Stefania Sansò dello studio legale milanese Cocuzza & Associati, specializzato in retail e aperture di punti vendita, hanno assistito la società N2 Srl – che cura e rappresenta il marchio della nota fashion blogger – nella conclusione di un accordo con COIMA SGR – proprietaria del complesso degli edifici di Porta Nuova – per l’apertura del primo punto vendita a insegna “Chiara Ferragni”.

Situato in via Capelli, tra Corso Como e Piazza Gae Aulenti, il negozio ospiterà i prodotti della “Chiara Ferragni Collection”

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21Lug 2017

Il numero di luglio/ agosto di Retail & Food riporta un articolo di Alessandro Barzaghi dal titolo “Intelligenza giuridica artificiale: fine dei legali?” in cui vengono valutati i pro e i contro della cosiddetta intelligenza artificiale applicata ai servizi legali.

Se da una parte si presume che le aziende potranno utilizzare direttamente i nuovi software per ottenere delle risposte (con risparmio di tempi e costi) o a supporto nella stesura di contratti, dall’altra è evidente che queste nuove tecnologie non potranno sostituire la figura del legale che potrà e dovrà sempre più utilizzarle a supporto della propria professione, ma al solo fine di ottimizzare i servizi resi ai propri clienti.

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18Lug 2017

Nel numero di giugno della rivista Retail & Food è stato pubblicato un articolo di Giulia Comparini dal titolo: “Doppia indennità di avviamento al conduttore uscente: la Cassazione torna alle tabelle merceologiche!”.

L’articolo illustra una recente sentenza della Cassazione, che si è pronunciata nel senso di riconoscere al conduttore il diritto alla doppia indennità di avviamento (pari a 36 mensilità dell’ultimo canone di locazione) per aver concesso il locatore, lo stesso immobile in locazione ad altra azienda operante nel medesimo settore (abbigliamento) del conduttore uscente, entro un anno dalla sua liberazione.

Per condannare il locatore al pagamento al conduttore uscente della doppia indennità di avviamento, la Corte di Cassazione ha applicato le tabelle merceologiche, sostenendo che –  nonostante siano state abrogate del Decreto Bersani – esse sono ancora applicabili per via del “rinvio materiale” alle tabelle stesse contenuto nell’articolo 34 secondo comma della legge equo canone.

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05Giu 2017

La rubrica legale di maggio 2017 di Retail & Food è dedicata ad un articolo dell’avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo: “Indennità ai monomarca”.

L’articolo commenta la sentenza n. 7093 della Cassazione, pubblicata nel marzo scorso, per mezzo della quale i Giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto come dovuta al conduttore di una attività “monomarca” l’indennità per perdita di avviamento.

Nel caso di specie, l’indennità è stata riconosciuta in favore di un conduttore che esercitava nei locali l’attività di assistenza e riparazioni auto, ed è stato riconosciuto – per tale attività – il requisito previsto dalla legge equo canone del “contatto diretto con il pubblico degli utenti e consumatori”, nonostante l’officina “monomarca” possa intendersi come attività rivolta ad una clientela limitata nel numero.

Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità, infatti,  la Suprema Corte ha ritenuto irrilevante l’entità numerica dei clienti raggiunta dall’attività o il mancato reperimento di clientela sulla pubblica via antistante.

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31Mag 2017

La rubrica legale di Retail & Food di aprile pubblica un articolo dell’avvocato Giulia Comparini dal titolo “Recente orientamento della Cassazione in materia di recesso per gravi motivi dal contratto di locazione”.

L’articolo analizza i principali orientamenti che la giurisprudenza ha espresso negli anni in merito all’interpretazione dei gravi motivi di recesso e si sofferma poi sull’ultimo di tali orientamenti, riportato in due sentenze di legittimità: Cass. n. 7217/2014 e n. 14365/2016.

Posto che anche questo orientamento più recente presuppone che i gravi motivi siano rappresentati da fattori esterni oggettivamente imprevedibili alla data di stipula del contratto, le sopra citate sentenze propendono per un’applicazione dei criteri interpretativi dei gravi motivi in senso più favorevole ai conduttori e quindi ai retailers.

La ricorrenza dei gravi motivi che giustificano il recesso viene infatti valutata e verificata in relazione allo specifico contratto di locazione per cui viene esercitato il recesso ed ai risultati economici conseguiti dalla specifica attività ivi esercitata dal conduttore.

Il precedente orientamento prevedeva invece che i gravi motivi fossero indagati in relazione all’andamento economico complessivo dell’impresa del conduttore e quindi di tutti gli esercizi commerciali di quest’ultimo.

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14Mar 2017

La rubrica legale di Retail & Food di marzo ospita un articolo dell’Avvocato Alessandro Barzaghi dal titolo “L’indennità per la perdita di avviamento per attività interne alle gallerie commerciali. Una sentenza che farà discutere”

L’articolo commenta un’interessante quanto sorprendente sentenza della Cassazione Civile (n. 18748 del 23 settembre 2016), la quale – ribaltando precedenti orientamenti giurisprudenziali  –  stabilisce che può essere dovuta al conduttore l’indennità per perdita di avviamento al termine della locazione anche nel caso in cui si tratti di attività svolte all’interno di centri commerciali.

La Cassazione stabilisce ciò in ragione del fatto che l’attività commerciale del conduttore genererebbe un proprio avviamento, che non è distinguibile, ma concorre, in ogni caso, a formare l’avviamento dell’intero centro commerciale ed è per ciò degno di tutela, come previsto dall’articolo 34 della legge equo canone.

Come emerge dall’articolo dell’avvocato Barzaghi – al quale rimandiamo – il percorso logico-giuridico che porta la Cassazione a tale conclusione non è impeccabile.

Tuttavia, l’effetto della sentenza in commento è potenzialmente dirompente nel momento in cui i centri commerciali dovranno confrontarsi con conseguenze finanziarie ed economiche di non poco conto, derivanti dalla possibile applicazione nei loro confronti della seguente affermazione della Corte : “i centri commerciali assumono una funzione attrattiva di clientela che costituisce – a ben vedere – il risultato del richiamo operato dalle singole attività che vi hanno sede, in una sorta di sinergia reciproca” e “ in una situazione siffatta non è – di norma – possibile distinguere un avviamento “proprio” del centro che non sia anche “proprio” di ciascuna attività in esso svolta […], dal che consegue che anche in relazione ai contratti di locazione relativi ad immobili interni o complementari ai centri commerciali deve essere riconosciuta l’indennità per la perdita di avviamento commerciale laddove ricorrano le condizioni di cui alla L. n. 392 del 1978 art. 34”

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15Feb 2017

Nella Rubrica Legale di Retail & Food di gennaio/ febbraio 2017 è stato pubblicato un articolo dell’avvocato Patrizio Cataldo dal titolo “La responsabilità del conduttore che cede l’azienda per i debiti del nuovo conduttore subentrante”.

L’avvocato Cataldo commenta un’ordinanza della Corte di Cassazione (n. 23111/2015) in materia di cessione del contratto di locazione realizzatasi nell’ambito della cessione del ramo di azienda.

La Cassazione ha stabilito che il conduttore cedente è responsabile nei confronti del locatore ceduto in caso di mancato pagamento del canone da parte del nuovo conduttore cessionario/ subentrante nella locazione e ciò anche nel caso in cui la morosità di quest’ultimo sia relativa alle successive rinnovazioni del contratto di locazione.

Quanto statuito dalla Corte costituisce conferma e chiarimento del principio codicistico della responsabilità nella cessione dei contratti: l’ordinanza pone tuttavia l’accento sul principio per cui la responsabilità del cedente vale anche per i successivi rinnovi del contratto di locazione. Anche a distanza di 15 anni dalla cessione del ramo di azienda, dunque, il cedente, può essere chiamato dal locatore a rispondere per la morosità del cessionario sul contratto di locazione rinnovato, sul presupposto che la rinnovazione della locazione non comporta la nascita di un nuovo contratto, ma la prosecuzione del precedente.

In conclusione, l’ordinanza in commento riafferma la necessità di porre particolare cura e attenzione nella negoziazione e redazione delle clausole dei contratti di cessione di ramo di azienda e specie per quelle attinenti alla responsabilità del cedente verso terzi che, in casi come quello in esame, può trovare applicazione anche molto tempo dopo la stipula del contratto stesso.

Patrizio Cataldo in Retail & FoodLeggi l’articolo completo 

14Dic 2016

La rubrica legale di Retail & Food di dicembre ospita un articolo dell’avvocato Stefania Sansò dal titolo “La finalità di tutela dell’ambiente urbano consente al comune di vietare nuovi centri commerciali”.

L’articolo illustra una sentenza del TAR Piemonte, pubblicata lo scorso aprile, in cui il Comune di Asti ha visto riconosciute le proprie ragioni contro una società, proprietaria di un’area nel suo territorio, che aveva richiesto le autorizzazioni per la realizzazione di un nuovo centro commerciale.

L’autorizzazione è stata negata dal comune in ragione del fatto che il nuovo centro commerciale non è stato ritenuto essere una proposta tale da costituire ulteriore fonte di attrazione per la città, né funzionale alla promozione del territorio. Al contempo, il nuovo centro commerciale avrebbe potuto costituire una forma di “cannibalizzazione” dei piccoli commercianti del centro storico, la cui tutela sembra costituire l’obiettivo del comune nell’impugnata delibera.

Il TAR del Piemonte ha dato ragione al Comune di Asti sostenendo che la delibera è il linea con i principi di legge, i quali permettono, eccezionalmente, la limitazione della concorrenza per fini superiori strettamente previsti dalla normativa stessa: la tutela della salute, dei lavoratori e dell’ambiente, anche quello urbano.

L’ambiente urbano viene quindi identificato dal Comune e dal Tribunale Amministrativo come il “centro storico”: espressione di valori socio culturali e di identità di una comunità, meritevole di tutela perché espressione di un “commercio di qualità”, capace di garantire la vivibilità di vie e piazze e di garantire un’attrattiva per cittadini e turisti.

Stefania Sansò in Retail & Food – Leggi l’articolo completo

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