Le imprese industriali spesso si rivolgono a terzi per la produzione di merce da rivendere o per la produzione di alcune parti e/o componenti di un prodotto che – debitamente assemblato – viene poi venduto ai propri clienti (si pensi ad esempio al fabbricatore di automobili che fa produrre ad una pluralità di terzi – società normalmente di dimensioni ridotte – i finestrini, i volanti, il cambio, i sedili ecc. per poi assemblarli e vendere ai propri cliente l’automobile completa di tutti gli elementi ed accessori).

Tale tipo di rapporto tra committente e produttore della merce o dei componenti del bene da rivendere è normalmente denominato contratto di appalto (art. 1655 c.c.: “l’appalto è il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”).

Quando, però, l’appaltatore effettua lavorazioni su prodotti semilavorati o su materie prime forniti dalla committente, o fornisce al committente prodotti o servizi destinati ad essere incorporati o comunque ad essere utilizzati nell’ambito dell’attività economica del committente stesso o nella produzione di un bene complesso, in conformità a progetti esecutivi, conoscenze tecniche e tecnologiche, modelli o prototipi forniti dall’impresa committente, il contratto d’appalto modifica parzialmente la propria regolamentazione e viene denominato contratto di subfornitura (L. 192/1998).

Per i contratti di subfornitura, la legge presuppone che il committente abbia una capacità economica ed un dominio del mercato ben superiore al subfornitore, che si estrinseca in una sostanziale posizione di vantaggio in sede negoziale, che può anche portare alla pattuizione di clausole contrattuali particolarmente squilibrate e svantaggiose per il fornitore.

Tale situazione di squilibrio di forze, viene definita dal legislatore “dipendenza economica”.

L’art. 9 della legge sulla subfornitura così definisce la dipendenza economica: “situazione in cui una impresa sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi”.

Al fine di riporre in equilibrio le parti, il legislatore ha introdotto delle regole inderogabili a tutela del fornitore: il contratto di subfornitura deve instaurarsi con un contratto scritto a pena di nullità (valendo come contratto scritto anche la proposta scritta e l’accettazione implicita per esecuzione) ed il prezzo dei beni o servizi oggetto del contratto deve essere determinato o determinabile in modo chiaro e preciso.

Inoltre, nel contratto di subfornitura devono essere specificati:

  • i requisiti specifici del bene o del servizio richiesti dal committente, mediante precise indicazioni che consentano l’individuazione delle caratteristiche costruttive e funzionali, o anche attraverso il richiamo a norme tecniche che, quando non siano di uso comune per il subfornitore o non siano oggetto di norme di legge o regolamentari, debbono essere allegate in copia;
  • il prezzo pattuito;
  • i termini e le modalità di consegna, di collaudo e di pagamento. I termini di pagamento della subfornitura, devono decorrere dal momento della consegna del bene o dal momento della comunicazione dell’avvenuta esecuzione della prestazione e non possono eccedere i sessanta giorni dal momento della consegna del bene o della comunicazione dell’avvenuta esecuzione della prestazione;

Tenuto conto che il pagamento del prezzo dei beni prodotti dal subfornitore è l’obbligazione principale del committente (ed è ciò che normalmente permette il sostentamento del fornitore), in caso di mancato tempestivo pagamento del prezzo da parte del committente, il fornitore ha diritto a vedersi riconosciuto, senza bisogno di preventiva costituzione in mora, un interesse di mora determinato in misura pari al saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea.

Inoltre, se il ritardo nel pagamento eccede di trenta giorni il termine convenuto, il fornitore ha diritto di vedersi anche riconosciuta una penale pari al 5 per cento dell’importo rimasto impagato.

Ad ulteriore tutela del fornitore, la legge ha anche disposto che è nullo il patto tra subfornitore e committente che

  • riservi ad uno di essi la facoltà di modificare unilateralmente una o più clausole del contratto di subfornitura;
  • attribuisca ad una delle parti di un contratto di subfornitura ad esecuzione continuata o periodica la facoltà di recesso senza congruo preavviso;
  • preveda a favore del committente, senza congruo corrispettivo, diritti di privativa industriale o intellettuale.

Ma l’aspetto più rilevante della normativa in tema di subfornitura è quello relativo all’abuso di dipendenza economica.

Come si è detto, la dipendenza economica è quella situazione in cui il committente è in grado di negoziare con il fornitore clausole contrattuali squilibrate.

L’abuso di dipendenza economica, invece, è l’imposizione da parte del committente e nei confronti del fornitore, di clausole contrattuali eccessivamente squilibrate, ingiustificatamente gravose o discriminatorie.

È anche considerato abuso di dipendenza economica (da non confondersi con l’abuso di posizione dominante) il rifiuto di vendere od il rifiuto di comprare e l’interruzione arbitraria delle relazioni commerciali in atto.

L’ordinamento sanziona l’abuso di dipendenza economica sancendo la nullità del patto attraverso il quale esso si realizza.

La giurisprudenza è andata anche oltre, cercando di riequilibrare i rapporti di fornitura financo intervenendo sulla struttura del contratto, prezzi, tempistiche ecc.

Come limitare i rischi del committente qualora intenda stipulare od abbia stipulato un contratto di subfornitura?

In primis sarà opportuno redigere un contratto che non contenga clausole abusive o clausole i cui effetti possano apparire abusivi. L’esperienza del redattore del contratto sicuramente potrà essere d’aiuto, ma molto si giocherà sul piano del concreto svolgersi del rapporto di subfornitura. Ed infatti, il secondo aspetto da tenere sotto controllo, è l’operato quotidiano, le modalità concrete con le quali viene data esecuzione al contratto di subfornitura.

A volte sono le piccole cose, i piccoli accorgimenti che spostano gli esiti dei contenziosi o dei pre-contenziosi.

di Roberto Tirone 

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